E' stalking il corteggiamento "ossessivo" - Studio Legale Anerdi
660
single,single-post,postid-660,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,select-theme-ver-3.1,menu-animation-underline,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive

E’ stalking il corteggiamento “ossessivo”

Stalking-immagini

Corteggiare in maniera “ossessiva” una persona integra il reato di stalking nella misura in cui ingenera nella vittima un perdurante stato di paura e ansia tale da indurla a modificare le proprie abitudini di vita.

Queste le conclusioni cui giunge la terza sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 13940/2016 che ha condannato un uomo per il reato di cui all’art. 612 bis c.p.

L’uomo veniva condannato in primo grado dal Tribunale a tre anni di reclusione per il compimento di atti persecutori in danno di una giovane donna, tale da suscitare in lei paura nei confronti di ogni estraneo e di rimanere da sola anche in luoghi pubblici, con conseguente insorgenza di incubi notturni.

La vittima, esasperata dalle condotte dell’uomo, assai invadente ed insistente, si è vista costretta ad evitare di viaggiare con mezzi pubblici e ad abbandonare il social network Facebook per potersi sottrarre agli sfoghi sempre più aggressivi ed insistenti del suo stalker.

Questi proponeva quindi appello puntualmente respinto dalla Corte in secondo grado.

In conclusione, la Corte di Cassazione con la sentenza de qua ha ritenuto inammissibile il ricorso dell’imputato contro la sentenza della Corte di Appello che lo aveva condannato per i reati di cui agli artt. 612 bis, comma 1, 56 e 609 bis c.p., confermando un solido orientamento della giurisprudenza di legittimità che fa rientrare tra gli atti di libidine violenta e di congiungimento carnale anche il semplice bacio sulla guancia estorto con modalità coercitive alla vittima del reato.

Il Giudice di legittimità, dunque, rigettava il ricorso e confermava la responsabilità dell’imputato del reato di cui all’art. 612 bis c.p., con la condanna al pagamento delle spese processuali.

Dunque, il corteggiamento di un uomo – che di regola dovrebbe suscitare lusinghe in una donna – quando genera invece disagio in seguito ad approcci insistenti, aggressivi e violenti integra gli estremi del reato di stalking perseguibile penalmente ai sensi dell’art. 612 bis c.p.